Quando il lavoro fa bene alla salute mentale, l’esperienza di Antonio nel forno di San Marco la Catola

Quando il lavoro fa bene alla salute mentale, l’esperienza di Antonio nel forno di San Marco la Catola

Il tirocinio formativo avviato da Casa per la Vita Brecciolosa è un invito a replicare l’intervento

Antonio Cappa è emozionato. Lo si vede negli occhi, nel sorriso, nella voglia che ha di condividere questa esperienza che ha iniziato. La prima di questo genere della sua vita. Ha ricevuto il suo primo stipendio, la prima ricompensa per il lavoro che sta svolgendo. «E’ il mio sogno, lo sognavo da quando ero piccolo. Sono molto contento di poter vivere questa opportunità. Mi piace lavorare nel forno, preparare i taralli, impastare, metterli nel forno». Antonio, dopo aver appreso in questi mesi tutta la fase di preparazione e realizzazione dei taralli “Volìo” di Casa per la Vita Brecciolosa di San Marco la Catola, ha iniziato un periodo di tirocinio formativo presso il Panificio Briciole di Bontà di Santalucia Francesco & C. situato nel caratteristico borgo dei Monti Dauni. E’ qui, infatti, che il titolare Francesco Santalucia – insieme al suo staff – ha messo a disposizione tutte le competenze necessarie a favorire il processo di realizzazione ed il coinvolgimento attivo delle persone affette da problematiche psicosociali e/o psichiatriche ospiti della struttura socio-residenziale gestita da Sicura srl del consorzio di cooperative sociali Oltre / la rete di imprese.

Antonio, quindi, è passato dalla fase del Laboratorio all’attività concreta sul campo. «Questa è salute mentale. Questa è la risposta migliore e lo strumento più efficace per favorire un reale inserimento sociale e lavorativo» dicono da Casa per la Vita Brecciolosa. «Oggi un tirocinio formativo costa 450 euro al mese, vale a dire tre giorni di ricovero in una comunità di riabilitazione psichiatrica, i cui tempi di permanenza ormai vanno oltre i 36 mesi previsti dalla normativa. Un intervento del genere può rappresentare una speranza reale di fuoriuscita dalla malattia e di riappropriazione dei propri livelli di autonomia, favorendo anche il contenimento della spesa del sistema sanitario regionale. Per fare questo, però, c’è bisogno di un maggiore sostegno istituzionale, magari dell’Asl di Foggia e degli Ambiti Territoriali di Zona, sull’attivazione di tirocini formativi che abilitino al lavoro persone affette da disabilità mentale per programmare l’accompagnamento all’uscita dai tradizionali percorsi di riabilitazione farmacologica ed ospedaliera».

Antonio, dunque, adesso sta vivendo un’esperienza lavorativa più concreta, grazie al tirocinio formativo che gli consente di operare nel forno per preparare oltre ai taralli i vari prodotti che vengono realizzati. Merito del lavoro di mediazione dell’Agenzia di Sviluppo Euromediterranea, iscritta nell’albo della Regione Puglia dei soggetti accreditati per lo svolgimento dei Servizi al Lavoro di Base e dei Servizi Specialistici Disabili. Quello di Antonio è un primo passo, un primo progetto che corre in questa direzione di inserimento socio-lavorativo accarezzando sempre di più l’idea che l’economia dello scarto diventa economia di opportunità.

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