PIEMONTESE: «IN CAPITANATA ORGANICI DELLE FORZE DELL’ORDINE NON SUFFICIENTI»

“La provincia di Foggia è un territorio che solo di recente è stato inquadrato come tema di rilievo nazionale per l’emergenza criminalità, non possiamo sbagliare lasciando sguarniti gli organici delle forze dell’ordine, donne e degli uomini che, sulle strade, hanno la responsabilità di garantire sicurezza e legalità”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, intervenendo sull’allarme lanciato dai sindacati degli appartenenti alle forze di polizia, che lamentano carenze di personale in Capitanata.

“La sfida che la Squadra Stato ha lanciato alla mafia foggiana e alla criminalità più in generale cammina sulle gambe delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine – ha proseguito Piemontese –. Tutti noi sappiamo che in Italia c’è un problema strutturale di carenza di personale e, dunque, le decisioni di ogni Governo scontano questo problema oggettivo, ma la provincia di Foggia è un territorio particolarmente difficile che solo di recente, in particolare dopo lo sdegno provocato dalla strage di mafia del 9 agosto 2017 all’ex stazione di San Marco in Lamis, che qualche giorno fa abbiamo ricordato con Don Luigi Ciotti, è stato inquadrato come tema di rilievo nazionale: non possiamo sbagliare”.

“Ho avuto modo di confrontarmi con il sindacato per capire la situazione delle forze dell’ordine in Capitanata: hanno piante organiche risalenti agli anni 90 che non rispecchiano più le reali necessità di presidio di pubblica sicurezza sul territorio e, per dare la misura di questa insufficienza, basti pensare che, negli ultimi tre anni, solo nella Polizia di Stato della Questura di Foggia sono andati in pensione 120 agenti. Alle promesse devono seguire i fatti”, ha sottolineato il vicepresidente che ha rimarcato come, per dare completezza e maggiore forza a iniziative come quella formalizzata il 7 giugno scorso con cui la Regione Puglia ha finanziato e favorito l’acquisto dell’ex Scuola di Polizia Caserma ‘Miale’ nel capoluogo da parte della locale Università, dove avranno spazi adeguati anche magistrati e forze dell’ordine antimafia, la Capitanata “abbia necessità di un numero maggiore di poliziotti, carabinieri e finanzieri, ma che non siano di passaggio. Abbiamo bisogno di personale che conosca il territorio, conosca le facce, solo così si può fare reale prevenzione: non bisogna dimenticare che in alcune zone si arriva a sparare per futili motivi”.

Per il vicepresidente della Regione, la battaglia contro la criminalità si estende anche alla confinante provincia di Barletta – Andria – Trani, dove una Questura e un Comando provinciale dei Carabinieri sono stati istituiti solo nel 2021.

“È una battaglia che non ha colore politico di cui ognuno deve farsi carico per il bene dei cittadini, per gli appartenenti alle forze dell’ordine e, dunque, per tutta un’area della Puglia dove sicurezza e legalità sono premessa di qualsiasi ricetta di sviluppo economico, culturale o sociale: non si può dare – conclude Piemontese – alcun segnale di debolezza o di insufficienza di risorse umane e materiali”.

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